jana zanoskar
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RECENSIONI:

"Jana Zanoskar, pittrice dai misteriosi momenti onirici, utilizza con sapienza forme, segni e colori per trasfigurare il reale in chiave liricamente oggettiva.
Nelle sue ricerche astratte, l'artista mostra una coscienza indagatrice, che si esplica in formule espressive del tutto inedite. Afferma quindi il senso della forma come pura vitalità, testimoniando il suono astratto del colore, e il ritmo delle volumetrie, intrecciando un dialogo amoroso con la materia cromatica".

Paolo Levi

Elementi esterni al comune senso compositivo ritrovano consistenza simbolica nelle opere di Jana Zanoskar. L'elevatissimo pensiero correlatore del primordiale bisogno di esternare sensazioni e sogni diviene manifestazione di equilibrata fusione estetica tra materia e segno, tra oggetto e dovere scenico.
Impostazioni < pitto-oggettive > di coinvolgente pathos celebrativo nelle quali l'oggetto, in tale alchimia strutturale, decanta la sua magica presenza divenendo parte fondamentale dell'opera. Punto di partenza delle possibili riflessioni riconducono allo stesso. Un creare lineare e incisivo, una produzione artistica sospesa tra lirica rappresentazione e reale celebrazione del pensiero.

Sandro Serradifalco

È nata a Lubiana, in Slovenia, città legata al mito di Giasone e degli Argonauti, ma da moltissimi anni trapiantata in Italia. Vive e opera a Podenzana, nella Lunigiana.
Pittura magica, fra astrazione e surrealtà.
Klee fece tesoro dello Jungendstill, l'Art Nouveau francese. E anche la Zanoskar sente i riflessi del Floreale e del Liberty, ma li accorda al guizzo della sua fantasia, al senso del fantastico, che guida tutta la sua ricerca in un caleidoscopio di forme fluttuanti e di colori che cangiano secondo le angolature.
Nel turbine degli "ismi" novecenteschi, nel panorama della pittura ligure-toscana di ricerca, l'attività di Jana zanoskar riesce ad affascinare il fruitore, non fosse altro che per l'inquietudine mai disgiunta da un nucleo vitale di poesia. È riconoscibile, sempre distinguibile, proprio per questa capacità di evocazioni magiche.

R. Bertoli

L'artista, di origine slovena, si pone tra il Simbolismo orientale, di natura aniconica, e l'Iconismo occidentale, la cui sintesi è faale perché va ad incidere in chiave trasfigurante sulle immagini che diventano astratte, esattamente come nelle più ente tendenze artistiche del Novecento Europeo. Le sue opere sprigionano quindi un'area mitteleuropea che le rende appetibili ad un pubblico colto, sensibile e conoscitore delle istanze "moderniste".
L'accentuata predisposizione per le forme astratto-geomeriche deriva senza dubbio dal gusto stilizzante, dando vita all'Astrattismo e alla grande pittura di Vasilij Kandiskij, che palesemente la influenza. Nel caso di Jana è anche vero che la ricchezza materica, prodotta integrando la pittura con materiali di varia natura e provenienza, e la pienezza delle paste cromatiche, continuamente reinventate, tradiscono una sicura padronanza di mezzi espressivi, atti a rendere plasticità e volumetria, prerogative del nostro Classicismo ( non è da ignorare che la pittrice dimori da molto tempo a ridosso della terra dei marmi michelangioleschi.)

E non è da scervellarsi tanto nel tentativo di forzare una qualunque lettura di tipo razionalistico. Appare infatti evidente che i temi vengano attinti ad una sorgente e ininterrotta che sgorga con inesauribile flusso senza arrestarsi mai...la Fantasia, qui particolarmente sbrigliata. Spinta da quell'ineffabile mistero che è la Creatività. Essa viene ad effondere su queste tele un'ondata di colori sgargianti che si distribuiscono in modo apparentemente casuale secondo spartiti geometrici difformi, tutti comunque a carattere fitoformico...volute, girali, corsie irregolari e ondulose, angoli insospettati...una "mostruosa" creatura mostra i denti...ma è solo un pallottoliere!!! Passaggi pittorici e scansioni plastiche ardite, quelle di Jana, ma sempre graduate da tonalità piene e brillanti ad indicarci una natura corallina, un fondale sottomarino oppure un manto erboso e fiorito. Il titolo di ogni Opera, ripetitivo e insistente sul concetto di "insolito", fa palese riferimento al "Senza Titolo" kandiskijiano, ma quel che più importa è il coraggio di avventurarsi in questo universo fantastico di creature del mare, del cielo e della terra. Trigoni, Panneggi, Nodi, Scacchi, Quadrati, Drappeggi, Conchiglie (oppure riccioli di capricciose rocailles) e tutto ciò che si può ragionevolmente evincere dalla lettura di questi "dipinti", ora anche "scultura, ci introducono ad una Cosmogonia Misterica, che solo il "Terzo Occhio", quello Spirito, può illuminare.

Giulia Sillato

Al Transvisionismo, mostra di Stefano Sichel, sono esposti moltissimi quadri contemporanei dove si può ammirare la fusione dell'astrattismo simbolico orientale con quello occidentale. Nei quadri della pittrice Jana Zanoskar che espone anche lei in questa mostra; si riesce a vedere l'unione dell'astrattismo simbolico con l'astrattismo geometrico di Kandinsky. Nelle sue pitture infatti le forme sono ben evidenti grazie anche al colore che si accorda perfettamente con la luminosità proveniente da diverse angolazioni. Il critico Paolo Levi definisce la pittrice ricca di misteriosi momenti onirici che utilizza con facilità le forme, segni e colori. I suoi quadri riescono quindi a catturare con questi giochi geometrici la mente dello spettatore che lascia affascinare anche dalle forti tonalità cromatiche presenti in essi.

Gabriella Torricella

Jana Zanoskar pittrice slovena, risiede attualmente a Podenzana in provincia di Massa Carrara. Nel corso degli anni ha tenuto moltissime mostre ed è stata protagonista di importanti eventi svolti nelle maggiori città italiane come Roma e Milano. La sua pittura per certi aspetti a volte richiama a se, alcune caratteristiche di Robert e Sonia Delaunay mentre altre volte invece viene esaltato il concetto di forza che ha l'artista interiormente. I suoi quadri riescono a mettere in moto la fantasia umana cioè la scintilla che da possibilità a tutti di fuggire dalla quotidianità che ci circonda ogni giorno.


Renata Gerevini

 

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